- Biografia -
Claudio Malacarne 
 
Biografia dell'artista Mantovano

 

Claudio Malacarne nasce a Mantova nell’estate del 1956, quando il sole è già entrato Claudio Malacarne nella costellazione del cancro. Fin dalle prime opere in lui il disegno si configura come un ambito d’azione e di riflessione privilegiato: vastissimo, autonomo e complementare al contempo alla pratica pittorica. È un laboratorio ininterrotto, un diario continuo in cui si assolve lanecessità interiore, l’urgenza esistenziale di possedere la realtà attraverso l’immagine che la ricrea.

Frequentando l’atelier del maestro Enrico Longfils si muove attraverso sperimentazioni di “mezzi diversi”, dalla matita, con cui soprattutto nello studio di animali insiste sulla plasticità dei soggetti, alla penna con inchiostro di china, prima a segni minuti e spezzati, poi a tratti più densi e continui, spesso sciolti in liquide acquarellature, preludio alla Natura morta con bottiglia, frutta e sveglia del 1970 in cui il disegno si dissolve nell’impulso pittorico.

 

A partire dai dipinti a olio degli anni Ottanta s’intravede la lezione post-impressionista di Gauguin e di Van Gogh, di Bonnard e di Matisse, con una materia pittorica plein lumière, piuttosto che plein soleil: nelle ombre tanto sottilmente colorate da non essere neppure leggibili in quanto ombre, nel lampo fluorescente ed opalescente dei bulbi accesi nei suoi “giardini incantati” che spargono luce in tutto il paesaggio. C’è uno zampillio di colori che rimbalza sulle palme, sull’acqua del mare e sulle facciate delle case, quadruplicando il climax luminoso, nella precisa sensazione che questo – come nella narrativa di Proust o nella musica di Debussy – sia un istante sperduto nello spazio e nel tempo, irripetibile al pari di un candido pensiero, sostanziato di quiete, che solca la mente d’una fanciulla nel Ritratto della figlia Federica del 1989. Pur nel teso, coerente, ineccepibile linguaggio formale, le opere sul Concerto jazz del 2003-2008 grondano di umori esistenziali, come se il pittore lasciasse nelle serrate maglie di un’agguerrita sintassi simbolista i brani vivi, carnosi e sanguigni, della propria natura primordiale, inutilmente nascosta, perfino camuffata con ostinato pudore.

 

Anche con le sue teste di animali nel Polittico del 2007, egli ha sempre lottato tra un proprio ideale mondo platonico, lucidamente dialettico e squisitamente mentale, e il gran flusso del suo sangue oscuro e tumultuoso, dei suoi sensi in agguato. Ed è appunto a causa di questo divario che si manifesta e determina la “fatica del pittore”, il tormento dei suoi quadri, espresso nel vigore del colore, nell’aggrovigliarsi delle immagini, nel sovrapporsi ed alternarsi dei dati naturalistici ed espressionistici sull’ordito logico di un’architettura figurativa neo-metafisica. Dopo aver scoperto il realismo spagnolo di Joaquín Sorolla, il suo occhio indagatore, il detective del colore dei Fauves, diventa nell’ultimo decennio, il puntuto, amaro artista dei “bagnanti” e dei “nuotatori”.

 

Egli ha addirittura ingaggiato una battaglia contro il personaggio e sulla linea di un suo pirandelliano “uno, nessuno e centomila” ha puntato sulla presenza fisica della figura umana immersa nell’acqua di una piscina, divenendo dapprima il realista di una vita moderna perlustrata con una torcia al vetriolo, poi trasformandosi – lui ironico e scettico taglieggiatore di ritratti e di animali equiparati gli uni e gli altri da una comune, insopprimibile matericità – in una specie di perduto visionario suo malgrado. C’è in questi quadri tutta la sontuosa e avida eredità di Matisse, ma anche l’incanto, la sospensione, l’ansioso stupore di Rimbaud e di Valéry.

Floriano De Santi. 

 

 

Claudio Malacarne nasce a Mantova nell’estate del 1956, quando il sole è già entrato nella costellazione del cancro. Fin dalle prime opere in lui il disegno si configura come un ambito d’azione e di riflessione privilegiato: vastissimo, autonomo e complementare al contempo alla pratica pittorica. È un laboratorio ininterrotto, un diario continuo in cui si assolve la necessità interiore, l’urgenza esistenziale di possedere la realtà attraverso l’immagine che la ricrea. Frequentando l’atelier del maestro Enrico Longfils si muove attraverso sperimentazioni di “mezzi diversi”, dalla matita, con cui soprattutto nello studio di animali insiste sulla plasticità dei soggetti, alla penna con inchiostro di china, prima a segni minuti e spezzati, poi a tratti più densi e continui, spesso sciolti in liquide acquarellature, preludio alla Natura morta con bottiglia, frutta e sveglia del 1970 in cui il disegno si dissolve nell’impulso pittorico. A partire dai dipinti a olio degli anni Ottanta s’intravede la lezione post-impressionista di Gauguin e di Van Gogh, di Bonnard e di Matisse, con una materia pittorica plein lumière, piuttosto che plein soleil: nelle ombre tanto sottilmente colorate da non essere neppure leggibili in quanto ombre, nel lampo fluorescente ed opalescente dei bulbi accesi nei suoi “giardini incantati” che spargono luce in tutto il paesaggio. C’è uno zampillio di colori che rimbalza sulle palme, sull’acqua del mare e sulle facciate delle case, quadruplicando il climax luminoso, nella precisa sensazione che questo – come nella narrativa di Proust o nella musica di Debussy – sia un istante sperduto nello spazio e nel tempo, irripetibile al pari di un candido pensiero, sostanziato di quiete, che solca la mente d’una fanciulla nel Ritratto della figlia Federica del 1989. Pur nel teso, coerente, ineccepibile linguaggio formale, le opere sul Concerto jazz del 2003-2008 grondano di umori esistenziali, come se il pittore lasciasse nelle serrate maglie di un’agguerrita sintassi simbolista i brani vivi, carnosi e sanguigni, della propria natura primordiale, inutilmente nascosta, perfino camuffata con ostinato pudore. Anche con le sue teste di animali nel Polittico del 2007, egli ha sempre lottato tra un proprio ideale mondo platonico, lucidamente dialettico e squisitamente mentale, e il gran flusso del suo sangue oscuro e tumultuoso, dei suoi sensi in agguato. Ed è appunto a causa di questo divario che si manifesta e determina la “fatica del pittore”, il tormento dei suoi quadri, espresso nel vigore del colore, nell’aggrovigliarsi delle immagini, nel sovrapporsi ed alternarsi dei dati naturalistici ed espressionistici sull’ordito logico di un’architettura figurativa neo-metafisica. Dopo aver scoperto il realismo spagnolo di Joaquín Sorolla, il suo occhio indagatore, il detective del colore dei Fauves, diventa nell’ultimo decennio, il puntuto, amaro artista dei “bagnanti” e dei “nuotatori”. Egli ha addirittura ingaggiato una battaglia contro il personaggio e sulla linea di un suo pirandelliano “uno, nessuno e centomila” ha puntato sulla presenza fisica della figura umana immersa nell’acqua di una piscina, divenendo dapprima il realista di una vita moderna perlustrata con una torcia al vetriolo, poi trasformandosi – lui ironico e scettico taglieggiatore di ritratti e di animali equiparati gli uni e gli altri da una comune, insopprimibile matericità – in una specie di perduto visionario suo malgrado. C’è in questi quadri tutta la sontuosa e avida eredità di Matisse, ma anche l’incanto, la sospensione, l’ansioso stupore di Rimbaud e di Valéry. Floriano De Santi 

Floriano De Santi 

Cataloghi

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Malacarne 2018
"
Sensi Liquidi
"
Le figure dell'ignoto
"
Malacarne (Floriano De Santi)
"
Diario di Viaggio
"
Claudio Malacarne opere (2001-2003)
"
Un tessitore di luce
Installazione e ricerca su nuovi supporti.
Pittura ad olio su tavole di legno - Dreambox (cubo h160 x 80 x 120 )
Pittura ad olio su Plexiglass ( anche strutture poliedriche )
Pittura ad olio su Inox
 
Claudio Malacarne 
 
Ultime mostre:

2018 

BAF fiera Bergamo   personale

Galleria la saletta   Taranto personale

Fondazione Sassi Matera    " Daydreamers " personale

Galleria Menouar Parigi collettiva

Markbreit fair     Germania     personale

Galleria 8novecento Laveno Mombello (Va )  collettiva

Paratissima torino collettiva

Fiera Arte Lussemburgo  collettiva

 

 

 

2017

Gallery Augustin, Vienna  collettiva

Tennis Club Parioli, Roma   personale

San Sebastian, Donosti Fair, Spagna   personale

MARTA Hewett Gallery, Cincinnati USA " Riflessioni di colore" personale

Spazio Malacarne, Mantova   personale

Galleria Idearte  Potenza   " Dreamers"  personale

Paratissima Torino  collettiva

 

 

 

2016

"Artbreit "- Marktbreit, Germania  personale

Petit prince, Ravello   personale

Galleria Zacchi, Desenzano personale

 

"Summer Time", Galleria Frammenti d'Arte, Roma.

 

2015

Museo Palazzo Collicola Spoleto "CLOSE-UP" collettiva a cura di Gianluca

Marziani

Personale "Giardini" Galleria Spaeth Coburgo

Galleria Metropolitan Amburgo- collettiva

Personale Galleria CivicA Potenza

Personale Ex Chiesa del Carmine Taormina 

Galleria Augustin Vienna "Sommer sonner strand meer" collettiva

Personale Galleria Kunstkontor Norinberga " Tempo d'estate"

 

2014

" I Sensi Liquidi " a cura di Gianluca Marziani Palazzo Collicola Arti Visive Spoleto. Opening Sabato 13 Dicembre ore 14.

La Mostra prosegue  fino a Domenica 1 Marzo 2015.

Galleria "La saletta dell'arte "    Taranto        Novembre

Palazzo della Provincia Reggio Calabria       Ottobre

Galleria "Estense Arte"                                 Giugno

Galerie Spaeth         Coburgo                       Maggio

Galleria  Cm Artestudio    Mantova               Aprile

 

2013

"I COLORI DELLA LUCE" Personale Galerie in der Remise, Coburg, 25 Aprile - 25. Mai 

 

2012

"LE FIGURE DELL?IGNOTO" Chiostro del bramante gallerie, ROMA, 18 Marzo - 15 Aprile 

 

2011

Inaugurazione AQUAE Art Innsbruk - Galleria l'Immagine Cesena- Galerie Spath Coburgo- Mostra personale Acquario Civico Milano -Museo S.Croce Umbertide Pg. 

 

2010

Arte Fiera Innsbruk - Personale Galerie in der Remise Coburg Germania- Perso-nale CM ARTESTUDIO - MAG-GIO Personale Galleria Estense . Cernobbio Personale Galleria "L'Immagine" - GIUGNO Dal 13 giugno Senesi Fine Art Positano Mostra personale " Le Navigazioni Esistenziali di Malacarne" - Dall'11 Giugno all'11 Luglio CASCINA FARSETTI VILLA PAMPHILJ (ROMA) - 11 Giugno Anteprima nazionale de "La Modella per l'Arte 2010" - LUGLIO Galleria Zacchi Desenzano - AGOSTO Settembre Galleria Magnolia Sirmione - Premio Vasto - Biennale di Grafica Campobasso. 

 

2009

Arte fiera Innsbruck Gall. Linea D'arte Bari - Artinvest Rivoli, Gall. Zacchi Desenzano BS,- Gall. Estense cernobbio Co, CM Artestudio Mn,- Premio Morlotti Permanente Mi - Galleria Idearte Pz 

 

2008

USB, sede di Lugano ( vedi Immagini )- Arte fiera Innsbruck Austria; Galleria Le Muse Cosenza;- Galleria Tribbio 2 Trieste - CM Artestudio Mantova (Animals feeling) - TuttarteGallery (Paestum) - Galleria Zacchi Desenzano del Garda - Arte Fiera reggio Emilia;- Arte fiera Gent Belgio;- Galleria Arena Reggio calabria; 

 

2007

Galleria Lazzaro by Corsi Milano; Galleria CIVICA Desenzano del Garda; Capri art gallery Positano; CM ARTESTUDIO Mantova; galleria IDEARTE Potenza;Galleria Civica di Palazzo Todeschini Desenzano; 

 

2006

CM ARTESTUDIO ( aprile ); Galleria Zacchi Desenzano del Garda (giugno) Miler Gallery Cincinnati USA ( giugno ) 

 

2005

Miller Gallery (Cincinnati); Verdesi Art Group (Ascoli Piceno); Galleria Gagliardi (Ascoli Piceno); Galleria Magnolia (Sirmione) 

 

2004

Libreria Mondadori Mantova Mostra personale a cura comune Acquaviva d/Fonti Ba Gall. Gagliardi S. Giminiano Gall. La Mimosa Asoli Piceno Capri Artgallery Positano Miller Gallery Cincinnati Gall. La Magnolia Sirmione pers Gall. Idearte Potenza pers. Galleria Giotto Palermo 

 

2003

circolo culturale 'Il Castello' mostra a cura Comune di Cerlongo e Goito (Mantova); museo Diocesano (in permanenza); Museo Yang Revere (collettiva); 'Incontro d' estate' presentazione ultimi lavori nell'atelier; Studio4 Molfetta; Galleria Giotto Palermo; Galleria Li art Sciacca; Myller Gallery Orlando Florida (collettiva); galleria Magnolia Sirmione 

 

2002

Gall. Roggia Grande (T.N.); Gall Allegretti Arte (M.N.); Centro Arte Pan (Terni); Pico Art Show Room (Torino); Pico Art Show Room (Bologna); Gall. Magnolia (Sirmione BS); Miller Gallery (Cincinnati U.S.A.) collettiva; Pico Art Show Room (Riccione ) Cesena 

 

2001

Galleria Miniaci (Anguilla - Caraibi); Artexpo (Bari); Galleria L'Immagine (Arezzo); Galleria Arteitalia (Pescara) 

 

2000

Galleria Marano (Cosenza); Galleria Spazio Immagini (Foggia); EXPO (Bari); Fiera (Reggio Emilia); Europ' Art (Ginevra); Art Forum Museum (Montese - Mo); Galleria Magnolia (Sirmione); Galleria Nuovo Segno (Forl?); Personale ad Anguilla (Piccole Antille - Caraibi) 

 

1999

Arte Fiera (Reggio Emilia); Galleria Idearte (Potenza); Galleria Petite Prince (Positano); Galleria Magnolia (Sirmione); Schaff Gallery (Cincinnati - USA); Arte Fiera (Montichiari); Galleria La Rocchetta (Pavia); Arte Fiera (Bari); Arte Fiera (Padova); Galleria del Cappello (Milano); Galleria La Rocchetta (Capo d'Orlando); Box Art (S. Bonifacio); Galleria Micati Arte (Giulianova); Arte Fiera (Forl?); Corarte Galleria d'Arte (Cisterna di Latina) 

 

1998

Arte Fiera (Palermo); Arte Fiera (Bari); Arte Fiera (Padova); Arte Fiera (Vicenza); Galleria Niselli (Schio); Chiostro S. Francesco (Ravello); Galleria Arte Oggi (Campobasso); Orion Press Licensing (Tokio) 

 

1997

Galleria La Saletta (Cremona); Telenorba (Bari); Retenove (Rovigo); Galleria Il Castello (Adria); Arte Fiera (Palermo); Arte Fiera (Pordenone); Arte Fiera (Padova); Arte Fiera (Ancona); MIART (Milano); Galleria Wogel (Heidelberg - Germany); Galleria Helga Wicher (Wuppertal - Germany); Galleria Executive (Bari); Galleria Stamperia dell'Arancio (Grottammare); Galleria La Mimosa (Ascoli Piceno) 

 

1996

Mostra itinerante in varie citt? italiane; Galleria Barbone Arte (Bari) 

 

1995

Arte Fiera (Bologna) 

 

1994

Galleria Miniaci (Positano); Galleria Miniaci (Capri); Arte Fiera (Bari); Arte Fiera (Vicenza); Arte Fiera (Padova); Art Expo (New York); Art Show (Seoul); Galleria Arte Dimensione (Foggia); Galleria Perri Arte (Campobasso) 

 

1993

Galleria Il Torrazzo (Cremona); Galleria Magnolia (Sirmione); Istituo Grafico Italiano (Milano); Galleria B e B (Mantova); Galleria B e B (Sirmione) 

 

1992

Galleria Carpi Arte (Carpi); Galleria Il Torrazzo (Cremona); Galleria Magnolia (Sirmione); Premio Citt? di Monzambano; Casa Di Rigoletto (Mantova) 

 

1991

Galleria Lo Scalone (Mantova); Galleria S. Giorgetto (Verona); Galleria Magnolia (Sirmione); Art Box, Carpi 

 

1990

Sala 90, Palazzo Ducale (Mantova); Biblioteca Comunale (Pomponesco); Sala Mostre (Peschiera del Garda); Galleria La Torre (Mantova) 

 

1989

Galleria La Torre (Mantova); Circolo Artistico Ferrarese (Ferrara); Palazzo Ducale (Mantova); Sala Mostre (Peschiera del Garda); Galleria La Firma (Riva del Garda) 

 

1988

Sala Lombardo (Porto Mantovano); Palazzo Ducale (Mantova); Istituto Magistrale (Mantova); Sala Mostre (Peschiera del Garda) 

 

1987

Palazzo Municipale (Goito) 

 

1986

E.P.T. (Mantova); Torre Matildica (Goito) 

Claudio Malacarne nasce a Mantova nell’estate del 1956, quando il sole è già entrato nella costellazione del cancro. Fin dalle prime opere in lui il disegno si configura come un ambito d’azione e di riflessione privilegiato: vastissimo, autonomo e complementare al contempo alla pratica pittorica. È un laboratorio ininterrotto, un diario continuo in cui si assolve la necessità interiore, l’urgenza esistenziale di possedere la realtà attraverso l’immagine che la ricrea. Frequentando l’atelier del maestro Enrico Longfils si muove attraverso sperimentazioni di “mezzi diversi”, dalla matita, con cui soprattutto nello studio di animali insiste sulla plasticità dei soggetti, alla penna con inchiostro di china, prima a segni minuti e spezzati, poi a tratti più densi e continui, spesso sciolti in liquide acquarellature, preludio alla Natura morta con bottiglia, frutta e sveglia del 1970 in cui il disegno si dissolve nell’impulso pittorico. A partire dai dipinti a olio degli anni Ottanta s’intravede la lezione post-impressionista di Gauguin e di Van Gogh, di Bonnard e di Matisse, con una materia pittorica plein lumière, piuttosto che plein soleil: nelle ombre tanto sottilmente colorate da non essere neppure leggibili in quanto ombre, nel lampo fluorescente ed opalescente dei bulbi accesi nei suoi “giardini incantati” che spargono luce in tutto il paesaggio. C’è uno zampillio di colori che rimbalza sulle palme, sull’acqua del mare e sulle facciate delle case, quadruplicando il climax luminoso, nella precisa sensazione che questo – come nella narrativa di Proust o nella musica di Debussy – sia un istante sperduto nello spazio e nel tempo, irripetibile al pari di un candido pensiero, sostanziato di quiete, che solca la mente d’una fanciulla nel Ritratto della figlia Federica del 1989. Pur nel teso, coerente, ineccepibile linguaggio formale, le opere sul Concerto jazz del 2003-2008 grondano di umori esistenziali, come se il pittore lasciasse nelle serrate maglie di un’agguerrita sintassi simbolista i brani vivi, carnosi e sanguigni, della propria natura primordiale, inutilmente nascosta, perfino camuffata con ostinato pudore. Anche con le sue teste di animali nel Polittico del 2007, egli ha sempre lottato tra un proprio ideale mondo platonico, lucidamente dialettico e squisitamente mentale, e il gran flusso del suo sangue oscuro e tumultuoso, dei suoi sensi in agguato. Ed è appunto a causa di questo divario che si manifesta e determina la “fatica del pittore”, il tormento dei suoi quadri, espresso nel vigore del colore, nell’aggrovigliarsi delle immagini, nel sovrapporsi ed alternarsi dei dati naturalistici ed espressionistici sull’ordito logico di un’architettura figurativa neo-metafisica. Dopo aver scoperto il realismo spagnolo di Joaquín Sorolla, il suo occhio indagatore, il detective del colore dei Fauves, diventa nell’ultimo decennio, il puntuto, amaro artista dei “bagnanti” e dei “nuotatori”. Egli ha addirittura ingaggiato una battaglia contro il personaggio e sulla linea di un suo pirandelliano “uno, nessuno e centomila” ha puntato sulla presenza fisica della figura umana immersa nell’acqua di una piscina, divenendo dapprima il realista di una vita moderna perlustrata con una torcia al vetriolo, poi trasformandosi – lui ironico e scettico taglieggiatore di ritratti e di animali equiparati gli uni e gli altri da una comune, insopprimibile matericità – in una specie di perduto visionario suo malgrado. C’è in questi quadri tutta la sontuosa e avida eredità di Matisse, ma anche l’incanto, la sospensione, l’ansioso stupore di Rimbaud e di Valéry. Floriano De Santi 

Floriano De Santi 

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